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PARLARE TANTO NON EQUIVALE A COMUNICARE MOLTO

C’è chi parla, parla, parla, per non dire niente.

Parla fino alla nausea, di chi ha la sfortuna di ascoltarlo e non vede l’ora di andarsene.

Parla con dovizia di particolari di questioni di nessun interesse e poi invariabilmente evita di dire ciò che è importante.

Parla come se gli altri fossero interessati.

Parla in un monologo che serve solo per sfoggiare una cultura che non ha.

Parla per far vedere che sa, che è bravo.

Non è una conversazione, men che meno una comunicazione assertiva, è un monologo senza sosta.

Parla di cose, di fatti e di persone sconosciute in modo che l’interlocutore non possa dire nulla, debba ascoltare e basta.

Non c’è contraddittorio, non ci sono interventi di chi ascolta.

In un tripudio di egocentrismo sfoggiato da un individuo sganciato dalla realtà e senza alcuna attenzione rivolta agli altri.

Non è comunicare ma torturare l'interlocutore, che viene violentato verbalmente.

Questo soggetto insopportabilmente logorroico poi invariabilmente si chiede il perché le persone lo evitano.

Ma chissà perché ?!

 

Studio Santi & Associati © ottobre 2019