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PRETENDERE BENEVOLENZA SENZA OFFRIRLA

Ossia pretendere di avere senza dare. Invece, prima si dà e poi si riceve, prima si semina e poi si raccoglie. Regole fondamentali che superano i confini del tempo e dello spazio e che invece molti, troppi, sembrano averle dimenticate. O, peggio, sembrano non averle mai assimilate.

E con che protervia pretendono benevolenza dopo averti trattato come uno straccio vecchio!

Occorre capire se in questi casi ci sono o ci fanno. Io sempre più spesso sono portato a considerare la prima ipotesi.

Tanto tempo fa, lessi su una rivista la differenza tra cretino e stupido.

A parere degli autori (Fruttero & Lucentini, se ricordo bene), il cretino è colui (o colei) che confonde la causa con l’effetto mentre lo stupido è colui (o colei) che non riconosce nemmeno la relazione tra causa ed effetto.

A mio parere, l’individuo in buona fede che pretende benevolenza senza averla prima data o offerta rientra nella categoria dello stupido, secondo la definizione appena descritta.

Ossia non riconosce la relazione tra causa (il proprio atteggiamento con il proprio interlocutore) ed effetto (la reazione dell’interlocutore).

Possiamo immaginare di andare per strada a prendere a schiaffi le persone e poi pretendere che ci sorridano e che siano disponibili con noi?

Beh, è la stessa cosa dello stupido pretenzioso che tratta a pesci in faccia gli altri e ne pretende un atteggiamento gentile, servizievole e cortese.

Avete mai avuto a che fare con gente del genere?

Eh sì, purtroppo se ne incontra sempre più spesso.

E la cosa preoccupante è quando tali tipi umani ricevono, per motivi misteriosi, un minimo di potere nell’ambito in cui operano e lo esercitano con odiosa arroganza, stupendosi poi regolarmente della reazione altrui.  Soprattutto quando incontrano qualcuno che non è proprio mansueto e che non le manda a dire…

Ma il problema per lo stupido pretenzioso non è il proprio comportamento, con il quale continua con disumana pervicacia, ma l’interlocutore che ha reagito in modo scomposto e magari protestando con veemenza.

Però, in fondo, non c’è nemmeno da stigmatizzarlo, dato che – poveretto -  non capisce la relazione tra il suo comportamento (la causa) e la reazione altrui (l’effetto).

E continua senza sosta a trovare conferma di quanto sopra, senza però apprendere la lezione.

A spiegarglielo, nemmeno se ne parla: se va bene ti manda aff … (quella roba lì).

Secondo un aforisma attribuito ad Albert Einstein, la pazzia consiste nel fare la stessa cosa ed attendersi risultati diversi.

Beh, pazzo o stupido, in questo caso non cambia la sostanza.

Chi ha la sfortuna di imbattersi in simili individui, deve farsene una ragione e prendere le distanze il più presto possibile, dato che non c’è proprio rimedio.

Provare a far cambiare loro la prospettiva è solo una perdita di tempo.

 

Fabrizio Santi  c/o  Studio Santi & Associati © agosto 2019