Mobile Menù
Home » BLOG » BANCHE » MA CHE COSA SONO I SUBPRIME ?

MA CHE COSA SONO I SUBPRIME ?

A CHE COSA SONO I “SUBPRIME” ?

Lo schema seguente, tratto da Borsa Italiana, è d’aiuto per darne una definizione e per illustrare, sebbene sinteticamente, l’uso che ne è stato fatto nell’ambito finanziario e i cui risultati hanno concorso a creare conseguenze vastissime e gravissime a livello planetario

Concentriamoci sull’utilizzo dei crediti “subprime”, ossia di crediti ad alto rischio, utilizzo esposto nella seconda parte dello schema soprastante, analizzandone i passaggi.

La banca “si tutela cartolarizzando questi debiti”

Innanzitutto, visti dalla parte della banca sono crediti (i debiti sono per i mutuatari), quindi ora occorre capire cosa significa “cartolarizzare un credito”.

I crediti vengono ceduti dalla banca ad una società-veicolo (SPV, ossia una “special purpose vehicle”) la quale, a fronte dei crediti acquisiti, emette titoli negoziabili[1] da collocarsi sui mercati nazionali o internazionali. 

Di fatto, con la cartolarizzazione la banca trasferisce il proprio rischio di credito ai sottoscrittori dei titoli (generalmente gli obbligazionisti) e la banca si libera così di crediti che nel caso in questione sono ad alto rischio.

La banca rivende ad altri investitori istituzionali

La banca quindi rivende i titoli obbligazionari ad altri investitori istituzionali: tra cui fondi comuni di investimento, fondi pensione, fondi governativi, ecc.

L’elevato rischio connesso a questi titoli è compensato da rendimenti molto superiori alla media

Per rendere appetibili le sottoscrizioni di tali titoli, occorre divulgarne un rendimento elevato.

Ma sappiamo che normalmente un rendimento elevato va a braccetto con un rischio altrettanto elevato.

Rischio di default trasferito sulla collettività

Il rischio sia del mancato pagamento delle cedole obbligazionarie che il rischio della mancata restituzione del capitale investito viene così trasferito dalla banca, che si è “ripulita” del credito cattivo, ad altri soggetti, ossia di fatto alla collettività.

Quella suddetta è una ricostruzione semplicistica e ad uso divulgativo rispetto a quanto è successo nella realtà, dal momento che i crediti cartolarizzati e relativi titoli obbligazionari hanno subito più volte dei percorsi ancora più tortuosi.

Proviamo ad analizzare la seconda parte della seguente scheda, anch’essa predisposta da Borsa Italiana.        

Le complicazioni prendono il volo con l’introduzione di strumenti finanziari complessi e di difficile definizione e – francamente – anche di difficile comprensione.

Ma non dimentichiamo che alla base di tutto ci sono crediti bancari concessi a mutuatari con scarse o nulle garanzie e quindi ad alto/altissimo rischio di insolvenza.

In pratica, per poter comprendere fenomeni effettivamente o apparentemente complessi occorre ricondurre il tutto agli elementi essenziali e trarre le proprie considerazioni sulla base del puro buon senso.                                               

 

Documento elaborato da Studio Santi & Associati _ Gennaio 2017 

[1] Generalmente titoli obbligazionari.