Mobile Menù
Home » BLOG » ECONOMIA & FINANZA » TUTTI RICCHI CON BITCOIN

TUTTI RICCHI CON BITCOIN

Al di là del fatto che Bitcoin sia una (relativa) novità in ambito finanziario, almeno per il grande pubblico, resta il fatto che intorno ad esso si sia scatenata un’evidente isteria collettiva.

Quando si parla di denaro, sotto le più varie forme, scattano spesso meccanismi di irrazionalità che difficilmente si scorgono in altri ambiti dell’esistenza, quanto meno con tale intensità.

Ormai, di questi tempi, non c’è giorno che non si riceva una valanga di email che raccontano di storie mirabolanti di arricchimenti facili e veloci, proprio mentre le quotazioni ufficiali ed ufficiose di Bitcoin e dei suoi derivati (in tutti i sensi) sembrano andare a folle velocità sulle montagne russe.

Ci saranno indubbiamente (pochi) soggetti che hanno ottenuto grandi guadagni, ma c’è anche un enorme gregge di pecore irrazionali che stanno entrando nel macello, felici ed inconsapevoli di entrarci.

Oltre al fatto che siamo di fronte ad un mercato non regolamentato, con l’eccezione dei futures entrati all’inizio di dicembre 2017 nella Borsa di Chicago, si sta assistendo ad una preoccupante isteria collettiva che, con buona probabilità, porterà a grandi dispiaceri per le tante anime ingenue che si stanno buttando in un mercato che non conoscono e per compravendere un “prodotto” immateriale di cui non comprendono nemmeno il funzionamento.

La Storia, anche quella dei mercati finanziari e degli investimenti, è piena di episodi di isteria collettiva.

Chi non ricorda la corsa agli sportelli bancari per comprare i titoli tecnologici nella primavera del 2000 ? La Tiscali aveva raggiunto, senza alcuna logica, una capitalizzazione superiore a quella della Fiat.  In tanti ci si sono buttati all’apice delle quotazioni, poco prima del crollo.  E in molti si sono fatti male.

Il grafico mostra le quotazioni delle azioni Tiscali passate da 120 euro nel marzo 2000 ai 2 euro del settembre 2004 con una perdita di oltre il 98%.

Per non citare che fino a prima dell’inizio della Grande Crisi, di cui il crollo della Lehman Brothers ha scandito l’avvio nel 2008, anche nel nostro Paese (e quindi non solo negli States) si compravano case a prezzi massimi di mercato, con l’aiuto di banche che erogavano mutui anche a persone con redditi precari fino al 120% del prezzo di vendita.

Una follia che sfociò nel crollo del mercato immobiliare. Sappiamo che in molti non riuscirono poi a pagare le rate dei mutui e una marea di immobili subirono esecuzioni immobiliari, posti così forzosamente sul mercato delle aste giudiziarie.

Ma ora andiamo un po’ più indietro nel tempo.

Si racconta che Rockfeller, mentre si stava facendo lustrare le scarpe, nei pressi della Borsa di New York a Wall Street, abbia ricevuto un “prezioso” consiglio dal suo lustrascarpe che gli stava illustrando le meravigliose performances delle quotazioni azionarie e che lo invitava persino ad investire su talune azioni. Rockfeller, dopo averlo pagato, è corso dal suo agente di borsa per vendere tutte le sue azioni in portafoglio. Era l’ottobre del 1929, un mese prima del crollo e quindi prima dell’inizio della Grande Depressione.  Da questa storia ne è emersa l’idea che quando anche i lustrascarpe parlano di acquistare azioni è giunta l’ora di uscire dal mercato.

Molti investitori e trader di successo affermano che è molto probabile ottenere importanti guadagni facendo l’esatto contrario di quello che fa la massa: si compra quando tutti vendono e si vende quando tutti comprano.

Succederà anche con Bitcoin ?

Il grafico evidenzia il picco massimo delle quotazioni degli anni Venti nell'ottobre 1929 con successivo crollo alla fine dello stesso mese.

Studio Santi & Associati © Dicembre 2017