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CONTROLLIAMO LA NOSTRA MENTE ?

Proviamo a concentrarci sul potere della mente e a riflettere su come ci può condizionare la vita, se facciamo in modo che prenda il controllo di noi stessi.

La mente che controlla il nostro corpo, i nostri pensieri e la nostra vita.

Possiamo constatare che la nostra mente molto spesso ci condiziona prima ancora di agire: decidiamo di fare qualcosa e la mente ci proietta ostacoli che non ci sono e quindi tutto appare più difficile di quello che può essere.

Ma gli ostacoli sono solo nella nostra mente.

Se invece ci fermiamo a riflettere per un istante, ci rendiamo conto che possiamo rimuovere all’origine l’ostacolo mentale.

Infatti, possiamo volgere la mente in una direzione possibilista e tutto appare più liscio, più semplice, più naturale.

E’ una differenza enorme.

Basta poco e la vita cambia completamente.

Controllare la mente per non esserne condizionati.

La qualità dei nostri pensieri dipende solo da noi e non dagli altri o da ciò che c’è fuori di noi.

Noi possediamo il dono del libero arbitrio e possiamo decidere la qualità dei nostri pensieri.

Governare la mente per non esserne governati.

Mi è capitato di leggere una citazione che mi ha colpito e che a volte riporto in alcuni discorsi e ragionamenti.

 “Due uomini sono rinchiusi in una cella, angusta, umida, scomoda e fetida. La cella ha un’unica finestra con sbarre di ferro molto robuste. Uno dei due uomini è triste, disperato e rassegnato, mentre l’altro sorride ed è pieno di speranza. Il primo guarda il fango mentre il secondo guarda le stelle”.

Sono due uomini che si trovano nella medesima situazione non proprio invidiabile e che potremmo definire “estrema”, quindi due uomini che condividono in quel momento lo stesso destino. Ma i processi mentali dei due sono tra loro opposti.

Nonostante si trovino nel medesimo triste luogo, guardano attraverso l’unica finestra (a sbarre) della cella, ma vedono cose diverse, si concentrano su cose diverse e la qualità dei loro pensieri diverge enormemente.

Nelson Mandela chiuso in un’angusta cella per quasi trent’anni cercava di indirizzare la mente verso pensieri di speranza per alleviare la propria condizione ripentendo a memoria la poesia “Invictus” del poeta inglese William Ernest Henley [1], che nel verso finale recita:

Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita.
Io sono il padrone del mio destino:
io sono il capitano della mia anima.

La qualità dei nostri pensieri la decidiamo noi, anche in situazioni estreme.

Ciascuno decide per sé e nessun altro.

 

Fabrizio Santi  c/o  Studio Santi & Associati © ottobre 2018 

[1] http://www.studio-santi.it/blog/idee-in-liberta/invictus/