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L’IMPROVVISAZIONE IN AMBITO FISCALE DENUNCIA LE DEBOLEZZE DEL SISTEMA ELETTORALE

24.06.2020

Conte che annuncia un possibile taglio dell’Iva e Gualtieri che invece afferma che la priorità è la riduzione del costo del lavoro, ergo il “cuneo fiscale” ossia le imposte e i contributi sui redditi da lavoro dipendente, dimostrano quanto poco coeso e omogeneo sia il Governo in carica.

Questa incertezza manifesta uno spaventoso vuoto di idee e l’assenza di un programma, di una vera e propria tabella di marcia.

Gli stessi Stati generali sono la classica montagna che ha partorito il topolino e quindi è stato “molto rumore per nulla”.

Infatti, sia le esternazioni non omogenee di Conte e di Gualtieri che il coinvolgimento della task force di Colao, che più che un piano ha partorito una lista dei desideri, ne sono una prova.

Sparate senza alcun approccio pratico: si parla a vanvera dei massimi sistemi (digitalizzazione, inclusione, ecc.) ma si fa lo slalom sugli aspetti pratici ed applicativi.

Nel frattempo, le aziende chiudono e i dipendenti vanno a spasso…

E’ un Governo che in questa drammatica congiuntura di emergenza manifesta tutti i limiti del sistema elettorale, con un partito, il PD, che dovrebbe stare all’opposizione, avendo perso le elezioni, ma che invece sta al governo con un altro partito che doveva essere l’alternativa al sistema ma che al contrario sta manifestando di essere “più uguale degli altri”.

Una simile coalizione sorta improvvisamente per non voler ritornare alle urne, come sarebbe stato giusto in un sistema democratico, non ha evidentemente una tabella di marcia e una volta passata la baraonda del Covid-19 non sa più cosa fare, non avendo avuto alcuna investitura elettorale di coalizione e non avendo quindi un programma già bell’e pronto, al di là dell’emergenza.

Emergenza che non può e non deve durare in eterno.

Come avevamo previsto nell’ormai lontano marzo di quest’anno [*], in pieno lockdown, questa emergenza sanitaria e poi economica ha messo a nudo e lo sta ancora facendo in modo impietoso tutto quello che prima era nascosto o sotto traccia.

E quindi non può fare eccezione con le debolezze del sistema, in questo caso – in primo luogo – quello elettorale.

Sistema che deve comportare la possibilità di ottenere con le elezioni politiche due blocchi contrapposti che facciano da contrappeso l’uno all’altro, uno all’opposizione e l’altro al governo.

Blocchi che devono avere un programma e devono avere un leader che deve ambire a diventare Presidente del Consiglio dei Ministri.

Diversamente non facciamo altro che sperimentare variazioni sul tema con alleanze improbabili e di scarsa omogeneità e quindi di scarsa tenuta e con premier venuti dal nulla e senza avere alcun vincolo elettorale.

Si può così arrivare al paradosso che il premier in carica entra nella scena politica senza un partito e ne può uscire con uno suo nuovo di zecca erodendo qua e là voti a partiti in crisi di identità e capitalizzando un’esperienza politica partita da zero.

Lo ha già fatto Monti, senza particolare successo, e lo può ripetere (e quasi certamente lo farà) Conte con esiti invece tutt’altro che scontati.

 

[*] http://www.studio-santi.it/blog/idee-in-liberta/questa-emergenza-mette-tutti-a-nudo/