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LA VOLATILITA’ ELETTORALE E’ ELEVATA COME QUELLA DI BITCOIN

Una Lega che passa in pochi anni dal 4% a quasi il 40%, nei sondaggi, per poi – sempre nei sondaggi – rimpiombare sotto il 30%, ne è l’esempio più lampante.

Ma anche il M5S che passa dal 34% (politiche 2018) a meno della metà in meno di due anni non è da meno.

O un PD con Renzi che alle penultime Europee, quelle del 2014, aveva conseguito oltre il 40% per poi crollare a meno della metà in pochi anni è un altro esempio.

I più maliziosi ricordano a Salvini la veloce parabola discendente del suo omonimo Renzi per ammonirlo a non crogiolarsi sui risultati dei sondaggi, così effimeri e così “volatili” di questi tempi.

Stiamo parlando di volatilità.

Quella elettorale è paragonabile per le sue dinamiche a quella delle quotazioni di Bitcoin e di altri prodotti finanziari.

Sarà un segno dei tempi ?

In ambito borsistico la volatilità è un concetto noto e molto importante per chi si occupa di trading e di investimenti finanziari, concetto che - come pare - si è esteso all’ambito elettorale.

Da quello che sembra, la tendenza interessa anche altri Paesi occidentali e quindi siamo in buona compagnia.

Ma che cos’è la volatilità ?

La Treccani fornisce la seguente definizione: “In economia, la caratteristica di determinate variabili economiche (quali, per es., certe quotazioni azionarie o, in alcuni periodi, i tassi dei cambî) di presentare repentine e ampie fluttuazioni e tali da risultare imprevedibili; lo stesso che fluiditàinstabilità.”

In borsa, sono note le “repentine e ampie fluttuazioni” dei prezzi delle azioni e di altri prodotti finanziari, tra cui soprattutto Bitcoin.

Ma queste “repentine e ampie fluttuazioni”, “tali da risultare imprevedibili”, da qualche tempo si verificano anche nei risultati elettorali e, prima ancora, nei risultati dei sondaggi sulle preferenze degli elettori.

L’esposizione mediatica e la sovraesposizione nelle reti sociali (i vari social network), povere di contenuti ma ricche di slogan e di messaggi destinati “alla pancia” degli elettori, provocano ampie oscillazioni nelle preferenze di voto.

Messaggi che arrivano dritti nella pancia o nello stomaco dell’elettore, dipende dall’effetto che si vuole ottenere, il cui scopo è quello di accaparrarsi, giorno per giorno, una manciata in più di voti.

E la Politica lo sa: è per questo che lancia sempre di più slogan, facili-facili, che devono colpire il bersaglio e lo fa gratuitamente o quasi, e quindi facilmente e in modo disinvolto, con mezzi di comunicazione che possono avere una vasta eco.

E in questa situazione si amplia sempre di più il vuoto di idee e la superficialità e si diffonde sempre di più il messaggio facile da metabolizzare, politicamente corretto (il più delle volte) e con sperperi di parole di cui si dovrebbe invece fare un uso moderato (senso di responsabilità, serietà, ecc. ecc.).

L’utilizzo stucchevole dei social network per diffondere ogni genere di banalità al fine di accaparrarsi qualche manciata in più di voti è diventato la regola: e in questo contesto possiamo veramente sperare in una presa di posizione forte su argomenti anche scomodi, una profondità di pensiero, un progetto politico e soprattutto possiamo sperare nella coerenza ?

In questo periodo storico così misero per la Politica (quella con la “P” maiuscola) ci dovremmo accontentare di sparate, provenienti da ogni dove e prive di veri contenuti, direttamente nelle pance degli elettori attraverso messaggi veicolati nelle reti sociali e in programmi televisivi di infima qualità.

Dobbiamo quindi assistere, non senza sconforto, a fluttuazioni delle preferenze elettorali sulla base della quantità delle sparate sui social (lasciamo stare la qualità) e degli annunci in pompa magna di provvedimenti da parte dei governanti di turno per rastrellare quale “X” in più sulle schede elettorali.

Consapevoli, i politici, dell’attuale “alta volatilità elettorale” che caratterizza questo periodo storico ci danno sempre più dentro.

E così all’aumento della volatilità elettorale si contrappone la diminuzione progressiva della qualità della Politica.

 

Studio Santi & Associati © 11 Maggio 2020