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LE COSTRUZIONI MENTALI CHE CONDIZIONANO LE NOSTRE ESISTENZE

Per molto tempo ho avuto complessi di inferiorità verso alcune persone che credevo migliori di me.

In particolare, quando frequentavo le scuole elementari facevo parte di un quartetto di cui uno di noi ci raccontava che alla domenica andava a Villa d’Este con la famiglia e noi invece andavamo a messa e poi all’oratorio.

Anche senza farlo con cattiveria, tutte le volte che raccontava della sua famiglia e del suo stile di vita metteva un bel solco tra la sua e la nostra realtà, ossia quella degli altri tre, me compreso. Di quanto aveva classe, di come giocava bene al tennis (quando, negli anni Settanta, il tennis era ancora uno sport d’élite), di quando andava a sciare a Sankt Moritz dove aveva la casa.

Noi invece eravamo meno sofisticati e più ruspanti, almeno secondo l’immagine che avevamo di noi stessi.

Mantengo comunque un ottimo ricordo di quei tempi e tra noi si andava d’accordo, ma restava in me un senso di inferiorità per un certo modo di vivere che vedevo con il cannocchiale, molto molto lontano dalla mia realtà. Erano fatti o solo delle mie opinioni ?  Era tutto vero o erano le mie elucubrazioni mentali che scavavano quel solco ? 

Per tanto tempo ho mantenuto questo senso di inadeguatezza verso un mondo che vedevo molto distante e irraggiungibile. Sarà che siamo arrivati dal nulla, da umili origini e con un retroterra familiare ordinario ma dignitoso, ma questa sensazione l’ho mantenuta in vita per molto, troppo tempo e ho dovuto lavorare sodo su me stesso per rimuoverne la causa e quindi la presenza.  Vedo quel tempo come un’epoca lontanissima ora che sono avvezzo a trattare alla pari chiunque. Alla pari e con rispetto nella reciprocità.

Le costruzioni mentali a volte sono talmente radicate che si arriva a crederci, come se corrispondessero alla realtà.

Ma, del resto, non tutte sono negative, infatti possono invece portare a credere in termini costruttivi, come l’idea che avevo da bambino che ce l’avrei fatta a realizzarmi umanamente e professionalmente.

Una convinzione talmente forte che la consideravo una certezza. Convinzione che mi ha aiutato anche a rimuovere quella della presunta inadeguatezza, della presunta inferiorità.

Posso dire, dopo tanto tempo, che non tutte le nostre convinzioni sono dannose, alcune invece ci aiutano a crescere e a raggiungere i nostri obiettivi.

Ho letto di recente un’intervista di Cristiano Ronaldo, il famoso calciatore conosciuto anche con il soprannome di “CR7”, che ha detto all’intervistatore che sin da bambino era convinto e certo di diventare il numero uno, non il secondo ma il primo. In tutto quello che avrebbe fatto. Una convinzione che evidentemente lo ha aiutato a realizzare ciò che all’inizio era presente solo nella sua immaginazione. Un’immaginazione così forte da diventare certezza.

Occorre quindi coltivare le nostre convinzioni favorevoli e rimuovere quelle dannose.

La proiezione della nostra immagine che abbiamo in mente condiziona enormemente la nostra esistenza.

La buona notizia consiste nel fatto che tale immagine la possiamo cambiare in qualsiasi momento, anche se può essere faticoso, come cambiare le nostre inveterate abitudini.

Una fatica che però può portare a cambiamenti che hanno dell’incredibile, che sembrerebbero impossibili a priori.

Sta a noi decidere come vogliamo essere in qualsiasi condizione in cui ci troviamo e poi dobbiamo crederci veramente.

Nel celebre film “Matrix”, Morpheus dice a Neo durante il combattimento di kung fu: “Sei più veloce di così. Non pensare di esserlo, convinciti di esserlo”.

Possiamo essere ciò che vogliamo, basta volerlo e crederci veramente.

 

Fabrizio Santi  c/o  Studio Santi & Associati © ottobre 2019