DAZI e INFLAZIONE (Atto II)
I dazi statunitensi sono una misura economica protezionistica del loro mercato interno. Tuttavia, occorre considerare che una larga parte del PIL americano è costituito dai consumi interni e che gli USA nel corso degli ultimi decenni si sono notevolmente deindustrializzati, con lo spostamento della produzione di beni fisici in altri Paesi con costi della manodopera notevolmente inferiori a quelli americani. Ne consegue che molti beni devono essere importati da altri Paesi e quindi se da una parte detti Paesi diventano teoricamente meno concorrenziali, dall’altra aumentano i prezzi di acquisto di detti beni, in definitiva, per gli acquirenti finali. La conseguenza per i consumatori americani è, o dovrebbe essere, un aumento dei costi che devono sostenere per acquistare gli stessi beni ante-dazi che gli USA non producono. Da alcuni report finanziari emerge una stima da cui si rileva che almeno due terzi dei dazi graverà proprio sui consumatori finali.
Si chiede [al nostro sistema di AI] quanto segue:
1) i nuovi dazi avranno un impatto inflazionistico ?
2) gli stessi dazi potranno influire negativamente sul PIL americano considerando una possibile contrazione dei consumi per via dell’aumento dei prezzi ?
Le risposte sono contenute in un report pubblicato nel nostro sito e raggiungibile tramite il link https://www.studio-santi.it/media/399/20.pdf
P.S.: la risposta R2 è fuori tema, a testimonianza delle possibili "allucinazioni" dei sistemi di AI...
P.P.S.: ad ogni modo, il nostro sistema di AI, specializzato in fornitura di pareri in materia fiscale, legale e del lavoro, se l'è cavata bene anche in macroeconomia !
27.08.2025

